Primi anni ’80: l’orologeria svizzera è in ginocchio, travolta dagli orologi al quarzo giapponesi, e ha perso gran parte dei suoi lavoratori. Il 1° marzo 1983, a Zurigo, arriva la risposta. Si chiama Swatch, da “Swiss” e “Watch”, ma anche “second watch”, il secondo orologio da cambiare con l’umore. Gli ingegneri di ETA riducono i componenti da oltre 100 a 51 e ottengono un orologio sottile, colorato, in plastica e a prezzo accessibile. Nicolas Hayek ne fa il motore della rinascita dell’intera industria svizzera.
Da allora Swatch è un oggetto di design da collezione. Dal 1985 il programma Swatch & Art ha coinvolto artisti come Keith Haring, Vivienne Westwood e Damien Hirst, e nel 2022 la MoonSwatch, nata con Omega, ha creato code fuori dai negozi di tutto il mondo. Lo Swatch Club riserva anteprime e vantaggi ai collezionisti.
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